Fenicotteri nello stagno di Molentargius, con Cagliari sullo sfondo
Fenicotteri nello stagno di Molentargius, con Cagliari sullo sfondo. Foto: Stefano Marrocu · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Pochi capoluoghi in Europa hanno una colonia di fenicotteri dentro i confini della città. Cagliari sì. Fra il quartiere di Sant'Elia, il Poetto e Quartu si stende il Parco naturale regionale Molentargius - Saline, un mosaico di stagni d'acqua dolce e salata, canali e vecchie vasche di evaporazione. È uno dei posti più facili e più belli per vedere i fenicotteri rosa in Sardegna, e si raggiunge da Sarroch in poco più del tempo che serve per arrivare a Cagliari.

Da saline a parco naturale

Per secoli queste acque sono state saline: il sale di Cagliari era una risorsa importante per la città. Le saline hanno chiuso nel 1985, e da allora lo stagno di Molentargius è diventato uno dei luoghi più importanti del Mediterraneo per la nidificazione dei fenicotteri. Il valore dell'area era già stato riconosciuto in precedenza: dal 1977 è inserita nella Convenzione di Ramsar, l'accordo internazionale che tutela le zone umide più preziose per gli uccelli acquatici. Il parco regionale è stato istituito nel 1999.

Oggi il paesaggio conserva i segni di quel passato: argini, canali, edifici di servizio delle vecchie saline. Uno di questi, l'Edificio Sali Scelti, in via La Palma, è la sede del parco e il punto di accoglienza per i visitatori.

Cosa si vede: non solo fenicotteri

I fenicotteri sono i protagonisti e si possono osservare in ogni stagione, spesso a pochi metri dagli argini. In primavera, tra aprile e giugno, può capitare di assistere alla nidificazione: una distesa di nidi di fango e, più avanti, i piccoli grigi raccolti in gruppo. Ma il parco è un ambiente ricchissimo anche per chi non è un esperto. Con un po' di pazienza si vedono aironi, cormorani, spatole, garzette, il cavaliere d'Italia e il gabbiano roseo, che nidifica anch'esso negli stagni.

Il contrasto è parte del fascino: i fenicotteri in primo piano e, sullo sfondo, i palazzi della città o la sagoma della Sella del Diavolo.

Come visitarlo: a piedi, in bici o con una guida

Il parco si gira bene in autonomia, a piedi o in bicicletta, lungo strade sterrate e argini pianeggianti adatti anche alle famiglie con bambini. Chi vuole capire meglio cosa sta guardando può prenotare una visita guidata: il parco propone percorsi a piedi, in bici, in barca lungo i canali e con piccoli mezzi elettrici, accompagnati da operatori di educazione ambientale. Le visite guidate portano anche in un capanno di osservazione affacciato sulle vasche dove nidificano fenicotteri e gabbiani rosei.

Per informazioni e prenotazioni il riferimento è l'infopoint all'interno dell'Edificio Sali Scelti. Modalità, percorsi e aperture possono cambiare con la stagione: verifica sul sito ufficiale del parco prima di andare.

Gli uccelli sono selvatici: resta sui percorsi segnati, non avvicinarti alle colonie e non usare droni. Un binocolo fa davvero la differenza, soprattutto con i bambini. In estate scegli il mattino presto o il tardo pomeriggio: c'è poca ombra e la luce è migliore anche per le foto.

Quando andare e come abbinarlo

Il parco si visita tutto l'anno. La primavera è la stagione della nidificazione; l'autunno e l'inverno portano molte specie di passo e svernanti, con meno caldo e meno gente. In estate il momento migliore è la prima mattina. Molentargius si abbina naturalmente al Poetto, che si trova proprio sull'altro lato degli stagni: un giro fra gli argini e poi un bagno in mare, oppure il contrario.

Se ti è piaciuto osservare gli animali, vale la pena dedicare un'altra giornata ai boschi alle spalle della costa, dove vive il cervo sardo: ne parliamo in Gutturu Mannu e Monte Arcosu.

Una base tranquilla a sud di Cagliari

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